La ricchezza è un fatto di mentalità.

Ecco come diventare ricchi.

“Se non sei ricco è perché nessuno te lo ha mai insegnato” dice Alfio Bardolla.

Alfio Bardolla è fondatore e master trainer della Alfio Bardolla Training Group S.p.A., azienda leader in Europa di formazione finanziaria personale, che ha formato oltre 43.000 persone attraverso programmi audio, video, corsi dal vivo e coaching personalizzate. La società conta circa 80 collaboratori ed è presente in Italia, Uk e Spagna.

Questa è stata la frase che mi ha incuriosito di più, avevo sempre pensato che la maggior parte dei ricchi avessero ereditato fortune, oppure generato patrimoni con professioni ad alto rendimento come avvocati, notai, ingegneri.

Credevo fosse così perchè così mi era stato insegnato a casa ed a scuola

La ricchezza è un fatto di mentalità, prima ancora che di soldi! Ecco perché molti non sono ricchi, ma potrebbero esserlo se solo lo desiderassero veramente.

La prima cosa necessaria per diventare ricchi è capire quanto alto sia valore del tempo, l’unica risorse della nostra vita realmente destinata ad esaurirsi.

La buona notizia è che puoi diventare ricco partendo da qualsiasi situazione economica in cui tu ti trovi in questo momento. Quella cattiva – forse – è che devi cambiare mentalità. Adesso. Sì, perché essere “ricco” o “povero” è un fatto di mentalità. Non è necessario essere geni della finanza. Occorre cambiare modo di pensare e attuare nuove strategie di vita. Questa è la cosa più difficile per la maggioranza delle persone, perché si scontra con un’educazione anti denaro, ricevuta sin da piccoli e con molti pregiudizi riguardo all’uso e al guadagno del denaro.

“I soldi non crescono sugli alberi!”, “I ricchi sono disonesti!” , “Il denaro è lo sterco del diavolo!” rimbombano nella nostra testa ogni volta che pensiamo alla ricchezza. Questo genera invidia e senso di impotenza. Sentimenti inutili per cambiare la propria situazione. Il peggiore pregiudizio rimane comunque “I ricchi sono fortunati”. Questo significa credere che non esiste un impegno per raggiungere la ricchezza, non esistono qualità personali, intelligenza e duro lavoro (qualità essenziali per essere ricchi).

Esiste solo il caso. Date a un “povero” un milione di euro. Scommettiamo? Tra un anno sarà nuovamente povero. Non ha sviluppato la mentalità che fa crescere il denaro. Togliamo a un ricco la sua “fortuna”. Tra un anno sarà nuovamente ricco. È già successo.

Il miliardario Donald Trump – oggi candidato repubblicano per le presidenziali Usa – ha perso decine di milioni di dollari rasentando la bancarotta e nel giro di due anni li ha recuperati. Ed ecco di nuovo la solita vocina interiore del “povero”: “Già, ma lui è Donald Trump! Chissà quali giri loschi e quali conoscenze ha utilizzato…” . Sembra proprio che questa mentalità sia per molti un muro insormontabile che li separa per sempre da ricchezza da mille e una notte. Tanti non lo vogliono neppure, altri non osano nemmeno sperarlo, tranne per quella cosa che non costa alcuna fatica ed è veramente legata al caso: la lotteria.

I ricchi
Definiamo “ricco” (in Italia) quella persona che in banca ha almeno un milione di euro di liquidità, non investiti. Un milione e mezzo di italiani. Il 3% della popolazione. L’80% dei milionari è di prima generazione, cioè ha costruito da zero la propria ricchezza. Quindi un milione e duecentomila persone hanno lavorato onestamente partendo da zero e sono arrivate alla vetta del milione di euro. Eppure il 76% degli italiani pensa che le grandi fortune economiche siano frutto di disonestà, immoralità, evasione e privilegio senza alcun merito. Il 73% pensa che i ricchi hanno avuto solo “fortuna”. Ma c’è anche una buona notizia. L’86% pensa che se fosse ricco userebbe il denaro per fare del bene.

Non è il denaro che li ha resi ricchi, ma la loro mentalità. Capire questo e metterlo in pratica vuol dire mettere il turbo alle tue finanze. Ma questo costerà molto impegno e sacrificio. Prima di tutto quello di uscire dalla tua “zona di comfort”, dove ti accontenti di pochi soldi maledetti e subito, con un’entrata fissa mensile da dipendente. La vecchia mentalità era: studia, trova un posto fisso “sicuro” e arriva alla pensione. Non è più così da un pezzo…

Da zero a un milione di euro esistono più di un milione di convinzioni limitanti, che faranno sì che resterai dove sei. A queste aggiungine un altro milione di coloro che avranno paura che tu spicchi il volo. “Stai qui con noi, non volare alto… Meglio povero, ma in compagnia!” Se non sei d’accordo con loro possiamo proseguire…

Nessuno si offenda, dividiamo ora simbolicamente le due mentalità (non le due condizioni economiche) tra “Ricchi” e “Poveri”. Il “Povero” non è il senza fissa dimora e il “Ricco” non è Bill Gates o Donald Trump. Il “Ricco” è una persona libera finanziariamente e la bella notizia è che puoi benissimo essere tu. Ma se vuoi esserlo devi cambiare mentalità. Tutto qui? Non è facile! Gli inglesi dicono: “Old habits die hard”, cioè le vecchie abitudini sono dure a morire.

Identikit del “Povero”(mentalità)
Il povero pensa al denaro come un problema. Questo significa avere una sola fonte di reddito, dal proprio lavoro e accettare consigli finanziari da persone che sono nella propria stessa condizione (impiegati di banca compresi). Inoltre non pianificano come uscire dalla loro situazione e da un punto di vista economico non vedono più lontano di sessanta giorni. Il “povero” pensa: “se avessi i soldi farei questo”. Sicuro? Questo è un alibi per assumersi le proprie responsabilità per crescere finanziariamente.

Il “Povero” non sa gestire la ricchezza. Nessuno gliel’ha mai insegnato
Nel 2009 Business Pundit presentò le storie di dieci vincitori inglesi della lotteria. In Inghilterra non vi è l’anonimato. Callie Rogers vinse tre milioni di sterline all’età di sedici anni. Spese tutto. Sei anni dopo non aveva più nulla. Ora vive come cameriera e dice : “Ora posso trovare un po’ di felicità”. È più facile vincere alla lotteria che cambiare mentalità… Ken Proxmire vinse nel 1977 un milione di dollari alla Lotteria del Michigan. Aprì una catena di negozi sportivi, ma anni dopo finì in bancarotta. Jack Whittaker vinse 315 milioni di dollari al Power Ball. Fu arrestato due volte. La figlia morì di overdose e la moglie chiese il divorzio. Insomma, su dieci vincitori, sette hanno perso tutto, due si sono suicidati, uno solo ha migliorato la propria vita. Hanno perso tutto perché hanno continuato a fare col denaro ciò che hanno sempre fatto e questi li ha riportati alla situazione di partenza!

Altro enorme errore del “Povero”: Appena guadagna un po’ spende tutto (o molto). Risultato? Torna rapidamente ad essere dipendente dal denaro. In realtà il “Ricco” è molto più parsimonioso del “Povero” – non perché è avaro – ma perché sa controllarsi e gestire piccole e grandi entrate per farle crescere. Ti sembrerà strano, ma sono relativamente pochi i “Ricchi” spendaccioni.

Identikit del “Ricco” (mentalità)
Il “Ricco” vede il denaro come una risorsa. Non lavora per il denaro. Fa lavorare il denaro al posto suo. Questo non vuol dire che devi avere grandi capitali di milioni di euro. Devi semplicemente sapere investire ciò che hai e creare una rendita “automatica” chiamata “cash flow”. Il “Ricco” vede i problemi come opportunità, non come ostacoli. Il “Ricco” non baratta il suo tempo per il denaro. Non è pagato per quello che fa, ma per quello che vale. Inoltre ha entrate diverse da quelle della professione. Soprattutto quelle derivanti da investimenti. E qui subito la vocina dentro di te dice: “Ma io non ho capitali da investire e se non sono pagato per quanto valgo, è solo colpa del mio capo”. Sbagliato! Non occorrono capitali importanti per investire e se non sei pagato adeguatamente la colpa è solo tua. Non sai valorizzarti, ad esempio diventando tu il capo di te stesso. E qui si fa strada la paura… Però ricorda. «Nel business come nella vita il rischio è un elemento essenziale. Chi non assume rischi non può avere successo», parola di Richard Branson, che ha creato da zero l’impero Virgin. «Spesso la differenza tra un uomo di successo ed un fallito non è nelle migliori idee o capacità, ma nel coraggio che si ha nello scommettere sulle proprie idee, assumersi dei rischi calcolati – ed agire» (Maxwell Maltz).

Napoleon Hill non era ricco, ma intervistò molti grandi ricchi. Ne dedusse che «chi non rischia mai deve accontentarsi delle briciole che lasciano gli altri. La prudenza eccessiva è altrettanto foriera di insuccesso della temerarietà: sono comportamenti estremistici da cui occorre guardarsi. La vita in se stessa pullula di rischi e occasioni positive». Poi scrisse Think and grow rich (Pensa e arricchisciti). Non è da tutti. Ma non è nemmeno per così pochi, se solo lo volessero veramente. Scommettiamo che chi ha la mentalità da ricco e sa rischiare del suo per essere libero finanziariamente, non è molto lontano da te? Secondo Alfio Bardolla – autore del libro I soldi fanno la felicità – l’abilità di fare denaro è legata a quella di creare e di aggiungere valore a te stesso, di realizzare un progetto o di creare un’impresa. Il denaro non è la ricompensa per il tempo che impieghi, ma per il valore che sai offrire… Impara a controllare il denaro o sarà il denaro a controllare te. Molti barattano la propria sicurezza con una relativa “povertà” e poi mettono a tacere la coscienza parlando male di tutti i “ricchi”. Più dell’ottanta per cento di (grandi) ricchi nel mondo lo è di prima generazione. In poche parole, si sono costruiti da zero la propria ricchezza senza aiuti di parenti, amici, raccomandazioni o altro.

Come cambiare la tua situazione finanziaria
La libertà finanziaria è un passo avanti rispetto alla ricchezza. Se devi lavorare per guadagnare molto in modo da sostenere tutte le tue spese, puoi essere ricco, ma non sei finanziariamente libero. La libertà finanziaria è il denaro che lavora per te con entrate passive “automatiche” che non dipendono dal tuo tempo. In questo caso sei libero finanziariamente, anche se non sei propriamente ricco.

Per essere libero finanziariamente devi creare almeno tre “entrate automatiche” al mese. Non basta il lavoro.

  • Non spendere più del 30% di ciò che guadagni.
  • Investi anche piccole somme di denaro.
  • Fai un piano finanziario.
  • Rischia per un attività in proprio.
  • Fai sogni grandi, perchè quelli piccoli sono privi di potere.

Insomma, per guadagnare una cifra che non hai mai guadagnato devi diventare la persona che non sei mai stato, e devi avere un sistema di credenze che prima non avevi.

Pubblicato da Massimo

Da sempre sono concentrato sul miglioramento personale. Da poco ho imboccato la strada per la libertà finanziaria, quindi sto lavorando per generare abbastanza entrate automatiche da mantenere il mio attuale tenore di vita.

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