Saper Criticare

Hai mai dato suggerimenti che sono stati successivamente ignorati?

Hai mai fatto delle critiche che non sono state ben accolte?

Hai mai voluto dare una critica costruttiva a qualcosa, ma ti sei trattenuto dal farlo perché non sapevi come trasmettere le tue idee?

Penso che sia importante fare un passo indietro e vedere perché le persone criticano. Ci sono alcuni motivi comuni (sebbene ci siano molte altre possibili ragioni):

  • Per aiutare qualcuno a migliorare. A volte le critiche sono reali feedback onesti, pensati per aiutare la persona che stiamo criticando. Vogliamo aiutarli a migliorare.
  • Per vedere un cambiamento che vorremmo. Se leggiamo regolarmente una rivista o un blog, ad esempio, potrebbe esserci qualcosa che spesso ci infastidisce che vorremmo vedere cambiato. Forse la persona usa troppi titoli di lista o ha troppi errori ortografici e grammaticali. Quindi le critiche hanno lo scopo di aiutare a ottenere quel cambiamento messo in atto.
  • Per favorire la discussione. La critica può essere un modo per ottenere una discussione buona, intelligente su qualcosa che sta andando, per portarlo a un nuovo livello, per esplorare nuove aree della discussione, per dare un punto di vista opposto, per impartire nuove conoscenze.
  • Per ferire qualcuno. Spesso non ci piace qualcuno, e vogliamo raggiungerli, attaccarli. Le critiche in questo caso sono distruttive.
  • Per sfogare le nostre frustrazioni. A volte siamo semplicemente frustrati da qualcosa, o stiamo avendo una brutta giornata, e dobbiamo sfogare quella rabbia negativa.
  • Per aumentare il nostro ego. Ad alcune persone piace mostrare quanto siano potenti, intelligenti o consapevoli e usare la critica come un modo per farlo.

Prima di offrire critiche, considera le tue ragioni. Se il tuo motivo è uno dei primi tre, allora questo libro è per te. Se è uno dei secondi tre motivi, non otterrai nulla da questo libro. Se è così, ti suggerisco di fermarti e pensare a lungo e duramente perché senti il ​​bisogno di farlo.

Usare le critiche per aiutare qualcuno a migliorare, vedere un cambiamento influenzato o contribuire a una discussione, sono tutte buone ragioni per farlo. Ora la domanda è, come farlo gentilmente, senza attaccare, in modo che i tuoi scopi siano raggiunti.

Perché la critica fa male o fa arrabbiare

Le persone spesso non accettano critiche, anche se per buone ragioni (uno dei primi tre motivi sopra, ad esempio). Ma perché? Perché non possono semplicemente vederlo come un modo per migliorare?

Bene, ci sono molte ragioni, ovviamente, ma qui ce ne sono alcune:

  • La critica è meschina. Se usi un linguaggio offensivo o degradante, o lo metti in qualche modo, si concentreranno su quello e non sul resto delle critiche.
  • Si concentra sulla persona. Se ti concentri sulla persona (“Sei un pessimo scrittore”) invece delle loro azioni, le farai arrabbiare, difendere o ferire.
  • Assumono che tu li stia attaccando. Anche se ti concentri sulle azioni, molte persone prendono tutte le critiche come un attacco a se stesse. Non importa quale sia la tua intenzione o lingua. Non possono criticare in modo distaccato, non personale. Non puoi cambiarlo su di loro, se non indicandoli all’articolo della scorsa settimana (che sarà probabilmente preso anche come attacco).
  • Assumono che abbiano ragione. Molte persone credono che ciò che dicono o facciano sia giusto, e che le critiche siano sbagliate. A loro non piace sentire che hanno torto, che sia vero o no.

Ora, ci sono altre ragioni, ma ho voluto evidenziare alcune delle più comuni. Non è possibile modificare alcune di queste cose sulla persona che riceve le critiche. Puoi provare, ma probabilmente il tuo tasso di successo non sarà molto grande.

Tuttavia, puoi cambiare le tue azioni – come comunichi le critiche. O se critichi affatto.

Come esprimere critiche gentilmente (e non criticare affatto)

Osservando le ragioni sopra esposte che le critiche non sono state prese bene, le chiavi sono:

  • Non attaccare attacco, insulto o essere cattivo in alcun modo
  • Parla di azioni o cose, non della persona.
  • Non dire alla persona che ha torto.
  • Non criticare affatto.

Ma … che ne dici di dare delle critiche gentili? Come aiuti qualcuno a migliorare, vedere i cambiamenti che vuoi o contribuire a una discussione significativa?

Offrendo invece un suggerimento specifico e positivo.

Quindi, invece di criticare, che raramente viene preso bene, offrire un suggerimento specifico e positivo. Diamo un’occhiata agli elementi di questo metodo, perché funziona e come farlo:

  • Suggerimento, non critica. Dato che le persone a volte presumono che tu li stia attaccando personalmente, non importa quanto siano belle le tue critiche e quanto ti concentri sulle azioni, una critica spesso non è la strada da percorrere se vuoi 1) che migliorino; 2) per vedere il cambiamento effettivo; o 3) per contribuire a una discussione significativa. Invece, suggerire un cambiamento. Un suggerimento può essere positivo, può essere visto come utile, può essere visto come uno strumento di miglioramento e cambiamento. Le persone spesso prendono bene i suggerimenti (ma non sempre). Quindi un suggerimento è più utile di una critica in molti casi. Non sempre – a volte può essere utile dare una bella critica se qualcuno è aperto ad esso. Ma in molti casi, un suggerimento è migliore.
  • Positivo. Molte critiche sono negative. Questo fa male alla discussione, perché le cose possono prendere una brutta svolta da lì. Fa male alla persona che lo riceve, rendendo meno probabile che lo prenderanno come un modo per cambiare. Invece, sii positivo: “Mi piacerebbe se …” o “Penso che faresti un ottimo lavoro con …” o “Una cosa che potrebbe rendere questo blog ancora migliore è …”. E non farlo in modo sarcastico … sii sinceramente positivo. Ciò mantiene la discussione positiva e le persone hanno maggiori probabilità di riceverla in modo positivo.
  • Specifico. È facile dare una vaga critica: “Sei un pessimo scrittore”, “Non sopporto questo blog” o “Dovresti scrivere post migliori … “. Chiunque può farlo. Ma perché non criticare in modo specifico e mirato con affermazioni tipo: guarda, il secondo paragrafo che hai scritto di questo pezzo avresti potuto scriverlo meglio”, oppure “sono sicuro che se prestassi una maggiore attenzione come hai fatto precedentemente il tuo lavoro sarebbe ancora “più perfetto” e davvero impeccabile”.

Insomma, saper criticare può non sembrare semplice ma, studiando le giuste strategie e sapendo come rapportarci agli altri e alle azioni compiute, sicuramente si potrà creare un modo per creare un confronto costruttivo, produttivo e sano senza ledere alla persona in sé giudicandola.

SMETTERE DI FUMARE E’ GRATIS

Fumare è un controsenso

Introduzione

Ciao, e grazie di aver acquistato questo libro. Tu non mi conosci ancora, ma vedere che hai dato fiducia al mio lavoro mi riempie di gioia, e spero che la mia esperienza possa aiutarti a cambiare per sempre la tua vita in meglio.

Il mio nome è Massimo Donato, e in questo libro racconto la mia battaglia contro il fumo, come ho vinto la prima battaglia, poi ho perso la seconda, ma alla fine ho vinto la guerra.

Oggi sono un ex fumatore orgoglioso, che ogni giorno osserva gli effetti della sua decisione sul suo corpo, sul suo spirito e anche sul suo portafogli, ed è convinto di aver fatto la scelta giusta.

Prima di cominciare a raccontare la mia storia e la mia battaglia con il fumo, è doveroso spendere qualche parola su questo libro.

Per prima cosa non sono un medico, quindi non troverai nessun consiglio di natura medica in queste pagine. Forse sei deluso da questo, ma sono fermamente convinto che non occorra essere un medico per capire i danni che le sigarette provocano al tuo corpo e a quello di chi è attorno a te.

Seconda cosa da chiarire: non voglio venderti nessun programma miracoloso. Questo libro non è un messaggio promozionale per qualcosa, è semplicemente la storia di un uomo che ha combattuto anni contro la nicotina, e ha trovato un modo per vincere la battaglia. Se sono stato in grado di farlo io, che ero più una ciminiera che una persona in certi momenti, allora può farlo chiunque.

Ho un lavoro che genera entrate automatiche, indipendentemente dal tempo che gli dedico (ma non è questa la sede per parlarne) questo libro è una di quelle, una compagna, un figlio che adoro, e loro sono stati fondamentali nella mia vittoria contro il tabacco, ben più di sigarette elettroniche, gomme da masticare o cerotti alla nicotina. Dico queste cose per farti capire che il mio scopo primario non è quello di vendere un miracoloso rimedio contro il fumo, ma solamente quello di raccontare la mia storia e di cercare di aiutare le altre persone a fare la mia stessa scelta. Ripeto, se sono stato in grado di farlo, allora lo può fare davvero chiunque, e se anche solo uno di voi riuscirà a smettere di fumare grazie anche alle mie parole, allora avrò la certezza di aver fatto la cosa giusta.

L’ultimo punto da chiarire è che se cerchi una formula magica per smettere di fumare non la troverai. Forse è brutale come affermazione, ma non esiste nulla che possa farti smettere immediatamente. Forse un grandissimo spavento o un forte trauma, ma non è necessario essere così drastici. Smettere di fumare può essere considerato un modo per crescere come persona, per migliorarsi. È come andare in palestra.

Non si diventa Arnold Schwarzenegger da un giorno all’altro, ma sono necessari settimane, mesi, anni di impegno, sacrificio e dedizione per riuscire a raggiungere quel risultato. Così come non si costruisce una casa in pochi giorni, o si crea un business redditizio o un reddito passivo.

Immagina smettere di fumare come una dieta. La dieta è un investimento a lungo termine che fai sul tuo corpo. Devi eliminare i cibi dannosi, cambiare le abitudini alimentari, integrare esercizio fisico e evolverti come persona. Lo stesso vale per il fumo. Dovrai avere la voglia di cambiare, la costanza di resistere alle tentazioni (e credimi, ce ne saranno tantissime), controllare il tuo umore ed essere motivato al 100% nel portare a termine il tuo obiettivo.

Quindi per smettere di fumare non basta volerlo, ma ogni tua azione deve essere indirizzata verso quell’obiettivo, e dovrai stare sempre in guardia verso tentazioni e ricadute. Quindi no, caro amico, non esiste una formula magica da recitare prima di andare a dormire per svegliarsi senza il desiderio o il bisogni di accendere la prima sigaretta della giornata. Esiste però la voglia di farlo e la determinazione, e io voglio insegnarti come svilupparle facendoti aprire gli occhi sui danni considerevoli della nicotina e delle sigarette sulla tua vita, nonché il grande inganno che si nasconde dietro all’industria del tabacco.

Spero di non averti deluso, ma ho preferito essere brutalmente onesto sin dal principio. Sarei davvero felice di aiutarti, ma dovrai impegnarti al massimo, e ti anticipo già da adesso che non sarà facile, perché l’ho provato sulla mia pelle.

E credo sia arrivato il momento di raccontarti la mia storia.

Se vuoi leggere il capitolo successivo lasciami qui la tua mail



Un sogno chiamato pensione

Ammettiamo invece che il sistema pensionistico continui a funzionare come si deve. Ecco cosa ci viene proposto: Accantonate oggi dei contributi: lo Stato li conserverà per voi, li investirà sapientemente e ve li ridarà per spenderli un domani, quando vi ritirerete dal lavoro. Sinceramente, pensate a un qualunque partito politico odierno e ditemi se, in tutta coscienza e potendo scegliere, accettereste di dargli dei soldi da investire sulla promessa che ve li ridarà!? Fa sorridere il solo pensiero, vero? Eppure la pensione è una «conquista dei lavoratori»

Cit. Lorenzo Ait

Le credenze limitanti

“Che tu creda di farcela o di non farcela, avrai comunque ragione”.
cit. Henry Ford

Una credenza è una sensazione di certezza riguardo a qualcosa. Le convinzioni sono credenze molto forti e la nostra attenzione è sulla sensazione che provocano.

Una sensazione è uno stato d’animo.

Cosa si deve fare allora per avere successo?

Per prima cosa deve imparare con specifiche tecniche a sostituire le sue credenze/convinzioni limitanti con altre credenze/convinzioni potenzianti guidando così la propria mente al successo!

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Una ottima ragione per cui

Ci inventiamo storie

La ragione per cui non abbiamo successo, non otteniamo ciò che vogliamo, non cresciamo, è qualcosa o qualcuno al di là del nostro controllo. Oppure, al contrario, il pensiero che in qualche modo non abbiamo la stoffa che potrebbe aiutarci a dominare questo settore della nostra vita.

Ma la verità è questa: la cosa che impedisce a molti di noi di fare progressi significativi nella vita non è l’intervento limitante di qualcun altro, ma sono piuttosto le nostre limitanti percezioni e convinzioni.

A prescindere dai nostri successi in quanto esseri umani, a prescindere dalle mete che abbiamo raggiunto personalmente, professionalmente, spiritualmente, emotivamente, c’è sempre un altro livello.

E per arrivarci, dobbiamo essere onesti con noi stessi; onesti riguardo alle nostre paure inconsce.

Tutti hanno paura di fallire a un certo livello; a volte tutti abbiamo avuto paura di non farcela.

Anche quando sappiamo quello che facciamo, la paura può impedirci di realizzare i nostri progetti. Di conseguenza, anziché affrontare i nostri naturali timori, che cosa facciamo?

Ci inventiamo delle storie.

Storie sul perché non siamo dove vorremmo essere. Sul perché non siamo abbastanza brillanti, abbastanza di successo, abbastanza magri, abbastanza ricchi, abbastanza amati o capaci di amare.

Le nostre storie riguardano quasi sempre qualcosa al di fuori del nostro controllo, o qualche talento o abilità naturale di cui siamo privi.

Ma talento e abilità sono due elementi chiave del successo raggiungibili da chiunque sia davvero deciso. Puoi ottenere un’abilità se superi i limiti mentali che ti dicono quanto sia duro, difficile oppure “impossibile” dominare qualcosa.



cit. “Soldi. Domina il gioco: 7 semplici passi per la libertà finanziaria” di Tony Robbins

La ricchezza è un fatto di mentalità.

Ecco come diventare ricchi.

“Se non sei ricco è perché nessuno te lo ha mai insegnato” dice Alfio Bardolla.

Alfio Bardolla è fondatore e master trainer della Alfio Bardolla Training Group S.p.A., azienda leader in Europa di formazione finanziaria personale, che ha formato oltre 43.000 persone attraverso programmi audio, video, corsi dal vivo e coaching personalizzate. La società conta circa 80 collaboratori ed è presente in Italia, Uk e Spagna.

Questa è stata la frase che mi ha incuriosito di più, avevo sempre pensato che la maggior parte dei ricchi avessero ereditato fortune, oppure generato patrimoni con professioni ad alto rendimento come avvocati, notai, ingegneri.

Credevo fosse così perchè così mi era stato insegnato a casa ed a scuola

La ricchezza è un fatto di mentalità, prima ancora che di soldi! Ecco perché molti non sono ricchi, ma potrebbero esserlo se solo lo desiderassero veramente.

La prima cosa necessaria per diventare ricchi è capire quanto alto sia valore del tempo, l’unica risorse della nostra vita realmente destinata ad esaurirsi.

La buona notizia è che puoi diventare ricco partendo da qualsiasi situazione economica in cui tu ti trovi in questo momento. Quella cattiva – forse – è che devi cambiare mentalità. Adesso. Sì, perché essere “ricco” o “povero” è un fatto di mentalità. Non è necessario essere geni della finanza. Occorre cambiare modo di pensare e attuare nuove strategie di vita. Questa è la cosa più difficile per la maggioranza delle persone, perché si scontra con un’educazione anti denaro, ricevuta sin da piccoli e con molti pregiudizi riguardo all’uso e al guadagno del denaro.

“I soldi non crescono sugli alberi!”, “I ricchi sono disonesti!” , “Il denaro è lo sterco del diavolo!” rimbombano nella nostra testa ogni volta che pensiamo alla ricchezza. Questo genera invidia e senso di impotenza. Sentimenti inutili per cambiare la propria situazione. Il peggiore pregiudizio rimane comunque “I ricchi sono fortunati”. Questo significa credere che non esiste un impegno per raggiungere la ricchezza, non esistono qualità personali, intelligenza e duro lavoro (qualità essenziali per essere ricchi).

Esiste solo il caso. Date a un “povero” un milione di euro. Scommettiamo? Tra un anno sarà nuovamente povero. Non ha sviluppato la mentalità che fa crescere il denaro. Togliamo a un ricco la sua “fortuna”. Tra un anno sarà nuovamente ricco. È già successo.

Il miliardario Donald Trump – oggi candidato repubblicano per le presidenziali Usa – ha perso decine di milioni di dollari rasentando la bancarotta e nel giro di due anni li ha recuperati. Ed ecco di nuovo la solita vocina interiore del “povero”: “Già, ma lui è Donald Trump! Chissà quali giri loschi e quali conoscenze ha utilizzato…” . Sembra proprio che questa mentalità sia per molti un muro insormontabile che li separa per sempre da ricchezza da mille e una notte. Tanti non lo vogliono neppure, altri non osano nemmeno sperarlo, tranne per quella cosa che non costa alcuna fatica ed è veramente legata al caso: la lotteria.

I ricchi
Definiamo “ricco” (in Italia) quella persona che in banca ha almeno un milione di euro di liquidità, non investiti. Un milione e mezzo di italiani. Il 3% della popolazione. L’80% dei milionari è di prima generazione, cioè ha costruito da zero la propria ricchezza. Quindi un milione e duecentomila persone hanno lavorato onestamente partendo da zero e sono arrivate alla vetta del milione di euro. Eppure il 76% degli italiani pensa che le grandi fortune economiche siano frutto di disonestà, immoralità, evasione e privilegio senza alcun merito. Il 73% pensa che i ricchi hanno avuto solo “fortuna”. Ma c’è anche una buona notizia. L’86% pensa che se fosse ricco userebbe il denaro per fare del bene.

Non è il denaro che li ha resi ricchi, ma la loro mentalità. Capire questo e metterlo in pratica vuol dire mettere il turbo alle tue finanze. Ma questo costerà molto impegno e sacrificio. Prima di tutto quello di uscire dalla tua “zona di comfort”, dove ti accontenti di pochi soldi maledetti e subito, con un’entrata fissa mensile da dipendente. La vecchia mentalità era: studia, trova un posto fisso “sicuro” e arriva alla pensione. Non è più così da un pezzo…

Da zero a un milione di euro esistono più di un milione di convinzioni limitanti, che faranno sì che resterai dove sei. A queste aggiungine un altro milione di coloro che avranno paura che tu spicchi il volo. “Stai qui con noi, non volare alto… Meglio povero, ma in compagnia!” Se non sei d’accordo con loro possiamo proseguire…

Nessuno si offenda, dividiamo ora simbolicamente le due mentalità (non le due condizioni economiche) tra “Ricchi” e “Poveri”. Il “Povero” non è il senza fissa dimora e il “Ricco” non è Bill Gates o Donald Trump. Il “Ricco” è una persona libera finanziariamente e la bella notizia è che puoi benissimo essere tu. Ma se vuoi esserlo devi cambiare mentalità. Tutto qui? Non è facile! Gli inglesi dicono: “Old habits die hard”, cioè le vecchie abitudini sono dure a morire.

Identikit del “Povero”(mentalità)
Il povero pensa al denaro come un problema. Questo significa avere una sola fonte di reddito, dal proprio lavoro e accettare consigli finanziari da persone che sono nella propria stessa condizione (impiegati di banca compresi). Inoltre non pianificano come uscire dalla loro situazione e da un punto di vista economico non vedono più lontano di sessanta giorni. Il “povero” pensa: “se avessi i soldi farei questo”. Sicuro? Questo è un alibi per assumersi le proprie responsabilità per crescere finanziariamente.

Il “Povero” non sa gestire la ricchezza. Nessuno gliel’ha mai insegnato
Nel 2009 Business Pundit presentò le storie di dieci vincitori inglesi della lotteria. In Inghilterra non vi è l’anonimato. Callie Rogers vinse tre milioni di sterline all’età di sedici anni. Spese tutto. Sei anni dopo non aveva più nulla. Ora vive come cameriera e dice : “Ora posso trovare un po’ di felicità”. È più facile vincere alla lotteria che cambiare mentalità… Ken Proxmire vinse nel 1977 un milione di dollari alla Lotteria del Michigan. Aprì una catena di negozi sportivi, ma anni dopo finì in bancarotta. Jack Whittaker vinse 315 milioni di dollari al Power Ball. Fu arrestato due volte. La figlia morì di overdose e la moglie chiese il divorzio. Insomma, su dieci vincitori, sette hanno perso tutto, due si sono suicidati, uno solo ha migliorato la propria vita. Hanno perso tutto perché hanno continuato a fare col denaro ciò che hanno sempre fatto e questi li ha riportati alla situazione di partenza!

Altro enorme errore del “Povero”: Appena guadagna un po’ spende tutto (o molto). Risultato? Torna rapidamente ad essere dipendente dal denaro. In realtà il “Ricco” è molto più parsimonioso del “Povero” – non perché è avaro – ma perché sa controllarsi e gestire piccole e grandi entrate per farle crescere. Ti sembrerà strano, ma sono relativamente pochi i “Ricchi” spendaccioni.

Identikit del “Ricco” (mentalità)
Il “Ricco” vede il denaro come una risorsa. Non lavora per il denaro. Fa lavorare il denaro al posto suo. Questo non vuol dire che devi avere grandi capitali di milioni di euro. Devi semplicemente sapere investire ciò che hai e creare una rendita “automatica” chiamata “cash flow”. Il “Ricco” vede i problemi come opportunità, non come ostacoli. Il “Ricco” non baratta il suo tempo per il denaro. Non è pagato per quello che fa, ma per quello che vale. Inoltre ha entrate diverse da quelle della professione. Soprattutto quelle derivanti da investimenti. E qui subito la vocina dentro di te dice: “Ma io non ho capitali da investire e se non sono pagato per quanto valgo, è solo colpa del mio capo”. Sbagliato! Non occorrono capitali importanti per investire e se non sei pagato adeguatamente la colpa è solo tua. Non sai valorizzarti, ad esempio diventando tu il capo di te stesso. E qui si fa strada la paura… Però ricorda. «Nel business come nella vita il rischio è un elemento essenziale. Chi non assume rischi non può avere successo», parola di Richard Branson, che ha creato da zero l’impero Virgin. «Spesso la differenza tra un uomo di successo ed un fallito non è nelle migliori idee o capacità, ma nel coraggio che si ha nello scommettere sulle proprie idee, assumersi dei rischi calcolati – ed agire» (Maxwell Maltz).

Napoleon Hill non era ricco, ma intervistò molti grandi ricchi. Ne dedusse che «chi non rischia mai deve accontentarsi delle briciole che lasciano gli altri. La prudenza eccessiva è altrettanto foriera di insuccesso della temerarietà: sono comportamenti estremistici da cui occorre guardarsi. La vita in se stessa pullula di rischi e occasioni positive». Poi scrisse Think and grow rich (Pensa e arricchisciti). Non è da tutti. Ma non è nemmeno per così pochi, se solo lo volessero veramente. Scommettiamo che chi ha la mentalità da ricco e sa rischiare del suo per essere libero finanziariamente, non è molto lontano da te? Secondo Alfio Bardolla – autore del libro I soldi fanno la felicità – l’abilità di fare denaro è legata a quella di creare e di aggiungere valore a te stesso, di realizzare un progetto o di creare un’impresa. Il denaro non è la ricompensa per il tempo che impieghi, ma per il valore che sai offrire… Impara a controllare il denaro o sarà il denaro a controllare te. Molti barattano la propria sicurezza con una relativa “povertà” e poi mettono a tacere la coscienza parlando male di tutti i “ricchi”. Più dell’ottanta per cento di (grandi) ricchi nel mondo lo è di prima generazione. In poche parole, si sono costruiti da zero la propria ricchezza senza aiuti di parenti, amici, raccomandazioni o altro.

Come cambiare la tua situazione finanziaria
La libertà finanziaria è un passo avanti rispetto alla ricchezza. Se devi lavorare per guadagnare molto in modo da sostenere tutte le tue spese, puoi essere ricco, ma non sei finanziariamente libero. La libertà finanziaria è il denaro che lavora per te con entrate passive “automatiche” che non dipendono dal tuo tempo. In questo caso sei libero finanziariamente, anche se non sei propriamente ricco.

Per essere libero finanziariamente devi creare almeno tre “entrate automatiche” al mese. Non basta il lavoro.

  • Non spendere più del 30% di ciò che guadagni.
  • Investi anche piccole somme di denaro.
  • Fai un piano finanziario.
  • Rischia per un attività in proprio.
  • Fai sogni grandi, perchè quelli piccoli sono privi di potere.

Insomma, per guadagnare una cifra che non hai mai guadagnato devi diventare la persona che non sei mai stato, e devi avere un sistema di credenze che prima non avevi.

Il tempo fugge


Uno dei paradossi della vita è che IN POCHI considerano il tempo la risorsa più importante.

Ci viene insegnato fin da bambini ad attribuire uno scarso valore al tempo, fin dai tempi dell’asilo siamo abituati a vedere i nostri genitori che vanno a lavorare ogni mattina e che rientrano dopo parecchie ore.

I nostri genitori sia che fossero dipendenti che professionisti e/o artigiani scambiavano il loro tempo per denaro per portare a casa del denaro che permetteva loro di darci tutto quello di cui avevamo bisogno.

Per questo motivo crescendo siamo quindi portati a credere che sia l’unico modo per farlo e quindi diamo un scarso valore al NOSTRO TEMPO e cosi passano le ore, i giorni, le settimane, i mesi, gli anni ed il meglio che puoi augirarti è che tutto rimanga come prima e che non ti succeda niente che ti possa impedire di lavorare.

Quante volte hai desiderato ABBANDONARE il tuo lavoro e mandare tutto all’aria, ma poi hai sempre pensato di mettere la “testa a posto” e tornare alla tua ROUTINE quotidiana perchè hai delle reponsabilità verso i tuoi cari come ed esempio un mutuo da pagare per avere una casa per la famiglia.

Immagina quanto potrebbe essere bello poter decidere come passare la tua giornata ogni giorno della TUA VITA ed esempio con i tuoi cari a casa, oppure in vacnaza, facendo un lavoro che ti soddisfa appienoe che ogni giorno ti fa guadagnare sia sul piano personale che sul piano economico.

Senza dover seguire un piano disegnato da altri per te.

Il tempo è la risorsa più democratica perchè qualunque sia la nostra situazione finanziaria sappiamo che il tempo a nostra disposizione finirà e che non può essere comprato e sai chi è che ha imparato a adare il giusto valore al tempo ?

i ricchi sono sono coloro che hanno imparato a dare al tempo il giusto valore.

E non è una questione di quanto fatturi all’ora, ma di quanto tempo hai a tua disposizione per fare le cose che ami.

Io stesso per anni ho seguito gli insegnamenti che mi sono stati impartiti, come un robot,

Cambiare si può.

“Se non sei ricco è perché nessuno te lo ha mai insegnato” dice Alfio ai suoi corsisti.

Anche io sono stato scettico, proprio come lo sei tu in questo momento e stai scuotendo la testa.

Poi ho letto e mi sono documentato ed alla fine ho deciso di partecipare ai corsi e sai cosa ho scoperto che è tutto vero.

Per questo ho deciso di condividere con te queste informazioni e darti accesso ad un codice sconto 10% che ti darà diritto all’accesso a queste informazioni con un prezzo più vantaggioso.

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Il viaggio per il successo non sarà mai duro quanto condurre un’intera vita di melma.

Nella TUA VITA fai quello che desideri ?

Credi di meritare di più?

Hai mai provato la sensazione di essere nella ruota del criceto ?

Corri, corri, corri ti affanni ed alla fine sei sempre lì, solo il tempo è passato.

Anche io ero nella tua stessa situazione.

Ogni mese vedevo il mio conto in banca scendere fino ad azzerarsi e poi risalire improvvisamente il giorno dello stipendio, e così mese dopo mese, in un ciclo continuo.

Anche dopo aumenti di stipendio tornavo sempre nella stessa situazione finanziaria. Penso sia successo anche a te.

Passavo 12 ore al giorno del mio tempo in impegni di scarsa soddisfazione, o peggio perdite di tempo.


Stavo insomma seguendo il piano che qualcun altro aveva creato per me.



Ho sempre pensato che questo fosse il mio destino perchè è così che gira il mondo, così mi era stato detto fin da bambino.

Ho iniziato a cercare una VIA D’USCITA ed ho una buona notizia per te!

C’è!

Da qualche mese ho imboccato una strada diversa ed ho iniziato ad avere delle entrate automatiche, ovvero entrate finanziarie che non dipendono dal mio tempo e che mi permetteranno nel giro di qualche anno di decidere cosa fare del mio tempo.

Impiegarlo nel modo che ritengo migliore: con i miei cari, con la mia bellissima compagna e con mio il amatissimo figlio.

Ho deciso quindi di aiutare altri ad ottenere gli stessi risultati perchè se ci sono riuscito io, con il poco tempo a mia disposizione, allora ci puoi riuscire anche tu.

Come diceva Joe Girard “L’ascensore che porta al successo è guasto. devi fare la scale un gradino alla volta”.

Sicuramente si presenteranno delle difficoltà su questo tuo persorso verso la libertà.

Non sarai il primo e non sarai l’ultimo ad avere degli inconvenienti lungo il tuo percorso, tuttavia se le tue motivazioni sono buone non è importante da dove parti, ma dove vuoi arrivare.

Quindi ho pensato che voglio condividere con te il primo gradino che ho salito e che mi ha permesso di salire sul secondo gradino per questa mio percorso verso la libertà.

Agisci ora per cambiare la tua vita!

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